Violazione privacy: 50.000 utenti di Facebook e Instagram sarebbero stati spiati

Giorgio Perillo - Giornalista & SEO
Meta ha affermato che circa 50.000 utenti tra Facebook e Instagram sono stati presi di mira da società di sorveglianza private.
utenti facebook e instagram spiati

La società Meta, che possiede e gestisce anche Instagram, WhatsApp e Messenger, giovedì 16 dicembre 2021 ha dichiarato in un post pubblicato sul suo blog ufficiale di aver inoltrato una serie di avvisi diretti agli utenti che ritiene siano stati presi di mira da alcune attività illegali.

Anche sette società di “sorveglianza su commissione” sono state bandite dalle piattaforme di Meta, ha affermato la società. È stata intrapresa un’azione contro:

  • Cobwebs Technologies
  • Cognyte
  • Black Cube
  • Blue Hawk CI
  • BellTroX
  • Cytrox
  • e un’entità cinese sconosciuta

Quattro di queste società hanno sede in Israele, una in India, una nella Macedonia del Nord e l’altra in Cina. Nessuna delle aziende ha rilasciato commenti sull’accaduto.

Meta ha affermato che le sette aziende coinvolte nello scandalo hanno svolto un mix di attività che vanno dalla ricognizione, al coinvolgimento e allo sfruttamento dei dati personali di ignari utenti. Alcune società li hanno eseguiti tutti e tre, mentre altre si sono concentrate solamente su uno o due di questi.

La società guidata dal CEO Mark Zuckerberg, ha annunciato che circa 1.500 account collegati alle sette società sono stati rimossi dalle sue piattaforme.

Gli utenti di mira sono principalmente giornalisti e attivisti per i diritti umani in oltre 100 Paesi per conto dei loro clienti, ha affermato Meta, aggiungendo che sono stati creati account falsi e messo in atto metodi di hacking per acquisire informazioni.

“L’industria globale della sorveglianza su commissione prende di mira le persone in Rete per raccogliere informazioni, manipolarle per rivelare informazioni e compromettere i loro dispositivi e account”, è quanto scritto in un comunicato ufficiale da David Agranovich e Mike Dvilyanski, che in Meta sono a capo delle divisioni sicurezza e minacce.

“Queste aziende fanno parte di un settore in espansione che fornisce software invadenti e servizi di sorveglianza indiscriminatamente a qualsiasi cliente, indipendentemente da chi prendono di mira o dalle violazioni dei diritti umani che potrebbero conseguire”, hanno aggiunto.

Jake Moore, l’ex capo della scientifica digitale presso una forza di polizia del Regno Unito che ora è il consulente per la sicurezza informatica globale di ESET, ha dichiarato che è assolutamente necessaria la rimozione di tali account.

“E’ estremamente difficile per Facebook rimuovere gli account falsi. Già in precedenza ha avuto difficoltà a individuarli e molti di questi continueranno a sfuggire all’algoritmo”, ha affermato. “Tuttavia Facebook è uno strumento utilizzato nell’ingegneria sociale e persino nello spionaggio delle persone, quindi è necessario ricordare agli utenti di limitare la quantità di informazioni che pubblicano sui social media pubblici”.

Questo non è il primo grande scandalo di sorveglianza dell’anno. Già a luglio 2021 è emerso che lo “spyware” Pegasus sviluppato dal gruppo israeliano NSO era stato utilizzato per prendere di mira migliaia di persone, tra cui leader mondiali e giornalisti.

Meta sta intraprendendo un’azione legale contro il gruppo NSO per la presunta diffusione del software Pegasus tramite WhatsApp, mentre il governo degli Stati Uniti il mese scorso ha inserito la società nella sua black list.

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