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Come si sviluppa una strategia di emotional branding

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Molto spesso le campagne digitali che si basano su leve emotive sono in grado di andare a coinvolgere il pubblico in maniera maggiore rispetto ad altre, impostate diversamente, ottenendo un numero molto superiore di conversioni.

Tutto questo è possibile grazie al cosiddetto emotional branding, ovvero quella particolare disciplina che va a intrecciare comunicazione e necessità di sviluppo del business al desiderio tipicamente umano di essere parte di una community e di riconoscersi in ciò che accade o si legge.

Occorre mettere quindi al centro le particolari sensazioni legate alla percezione del brand, quando arriva il momento di strutturare una strategia di marketing digitale con una web agency.

La narrazione del marchio e la fidelizzazione degli utenti

Sarà necessario fare mente locale sul fatto che, il più delle volte, sono le nostre stesse emozioni a guidarci nel processo di scelta e di acquisto di beni o servizi.

Il branding emozionale va dunque a ricoprire un ruolo di primo piano nel contesto della comunicazione connessa alla narrazione del marchio e alle vendite. In fin dei conti per capire meglio di cosa stiamo parlando basterà pensare al processo di marketing paragonandolo alle relazioni che intercorrono tra gli esseri umani.

Nel corso di ogni giornata e nella vita in generale conosciamo un mare di persone: soltanto alcune di queste riescono a fare breccia e unirsi al nostro percorso. Accade la stessa cosa con riferimento ai brand: ne incrociamo un numero indefinito, in ogni momento della nostra giornata, ma scegliamo di affidarci e di credere al messaggio di pochi di essi.

La narrazione e lo storytelling sono essenziali per la promozione e la comunicazione dell’identità del brand e dei suoi prodotti.

E chiaro però che alle prestazioni di alto livello e al design all’avanguardia di questi ultimi si dovrà accompagnare l’impostazione di una corretta strategia di branding emozionale.

L’obiettivo? Metterne in luce gli aspetti positivi, al di là di quelli fisici e materiali, così da differenziarli nel mare magnum dell’offerta. Con il trascorrere del tempo l’emotività finisce per rappresentare la chiave del successo di un marchio: la competitività aumenta e il bacino di utenti si allarga.

L’utilizzo dei colori e del giusto tone of voice per creare empatia

Scegliere di adottare una strategia di branding emozionale consente di incrementare il livello di riconoscibilità del marchio e di creare connessioni interessanti ricorrendo ad alcuni strumenti ben precisi.

Per prima cosa bisogna saper fare un giusto utilizzo dei colori, sia nello sviluppo di un sito che in relazione alle immagini condivise a corredo dei contenuti diffusi online.

Ciascuno è infatti in grado di comunicare un’emozione differente (giallo la creatività, arancione lo shopping e così via). Stesso discorso per l’adozione del giusto tone of voice con riferimento ai contenuti offerti agli utenti: si deve puntare sull’autenticità del dialogo, intrecciando così scambi virtuosi che portino alla nascita di rapporti di fiducia duraturi.

Tutto ciò consente di rendere riconoscibile il brand agli occhi del pubblico, mentre per quanto riguarda la creazione di connessioni la parola chiave su cui puntare è empatia.

E’ grazie ad essa se diventa possibile ottenere consensi e stimolare la condivisione di punti di vista e valori.

Step by step, come sviluppare la strategia di branding emozionale

Ci sono diversi step da rispettare quando si tratta di strutturare una corretta strategia di emotional branding. Per prima cosa si dovrà provvedere ad analizzare il pubblico target e mettere quindi a fuoco le buyer personas con i loro bisogni e le loro caratteristiche (demografiche, geografiche, economiche, lavorative e così via).

Fatto questo si dovrà provvedere alla personalizzazione del sito (colori, aspetto grafico, design) e alla scelta del giusto tone of voice in modo da definire il miglior piano editoriale per i contenuti da offrire.

La narrazione e lo storytelling aziendale ricoprono un’importanza cruciale: il cliente vuole conoscere la storia del brand e identificarsi con i relativi profili. L’empatia qui ricopre un ruolo molto importante.

Altro step è poi rappresentato dal coinvolgimento delle community digitali, all’interno delle quali l’opinione della maggioranza acquisisce un certo valore (è qui che in molti vanno in cerca di info, specie se non conoscono ancora un brand e i suoi servizi).

Infine, è essenziale che il brand sappia ispirare grandi cose – anche a livello etico o sostenibile – in chi legge od osserva. In altre parole, emozionare.

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Giorgio Perillo - Giornalista & SEO

Giornalista pubblicista. Laurea in Giurisprudenza e Master in Comunicazione e Lobbying nelle Relazioni Internazionali. WordPress Specialist, SEO Expert e Digital Marketing Consultant. Fondatore di Mente Informatica.
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