smart working come affrontare lavoro da casa

Come prepararsi all’era dello Smart-Working


2
CONDIVISIONI
56
VISUALIZZAZIONI
Giorgio Perillo - Giornalista & Digital Marketer
Giorgio Perillo - Giornalista & Digital Marketer
smart working come affrontare lavoro da casa
smart working come affrontare lavoro da casa

Da marzo 2020 ci siamo trovati davanti ad uno scenario nuovo e mai sperimentato prima: ci siamo visti costretti a rimanere chiusi nelle nostre abitazioni senza avere nemmeno la possibilità di fare la spesa… figuriamoci di recarci sul luogo di lavoro!

È da quel momento che si è prospettata una nuova necessità: quella del lavoro da remoto, il famigerato smart-working. L’Italia non si è riscoperta tra i Paesi più evoluti in questo senso: ne è un sentore il fatto che molte aziende abbiano preferito inizialmente ricorrere alle ferie piuttosto di implementare, ove possibile, delle modalità di lavoro agile.

Ma questa iniziale reticenza è comprensibile: è evidente che, per perseguire una modalità lavorativa di questo tipo in modo serio ed efficiente, ci siano delle difficoltà strutturali a cui far fronte, prime tra tutte quelle legate ai sistemi hardware, alla connettività Wi-Fi, alla protezione dei dati e delle comunicazioni.

L’era del “lavoro agile”

È proprio per venire incontro alle aziende in questo momento di incertezza ma anche di evoluzione e rivoluzione, che alcune realtà legate al mondo delle tecnologie si sono ampiamente mobilitate per fornire dei servizi di installazione, assistenza e supporto.

Dai un'occhiata adarticoli simili:

Una tra queste è RBR Verona, una società in costante crescita che opera sul territorio del Nord Italia fornendo numerosi servizi nel settore della Telefonia, del Networking e della Sicurezza ambientale e informatica.


L’azienda ha scelto di annoverare nel suo Team professionisti con oltre 20 anni di esperienza, per unire la conoscenza profonda del mondo dell’ICT e della sicurezza informatica alle nuove avanguardie tecnologiche.

Ma non tutte le aziende operanti in questo settore offrono gli stessi servizi. E per chi cerca un partner tecnologico per approcciarsi alle nuove modalità di smart-working, o anche per proseguire il lavoro in ufficio in ottica di un ritorno alla normalità, è necessario valutarli attentamente.

I principali punti da tenere in considerazione, oltre alla conoscenza qualificata sulle nuove tecnologie, sono le capacità di:

  • proporsi come fornitore unico, per dare una sicurezza e un’assistenza 360 gradi;
  • realizzare soluzione chiavi in mano, per progetti seguiti in toto dalla A alla Z e, soprattutto, su misura del cliente;
  • realizzare soluzioni integrate per proteggere la privacy;
  • fornire assistenza 24/24 h, 7 giorni su 7: perché, si sa, i piccoli inconvenienti tecnici non conoscono orari.

I dati parlano chiaro

Se prima del lockdown la percentuale di smart-workers in Italia era solamente dell’1,2%, da marzo/aprile è cresciuta all’8,8%, con un leggero calo nell’ultimo periodo al 5,3%.


Insomma, si percepisce il drastico e repentino cambiamento nelle nostre abitudini e si afferma la consapevolezza che il lavoro agile è possibile in settori diversificati.

Le realtà che si stanno maggiormente evolvendo in questo senso, sono: Pubbliche Amministrazioni, PMI, studi professionali, aziende produttive e di servizi, anche con strutture multisede.

Il novero di strutture è destinato a crescere, infatti sono in tutto 3,8 milioni i dipendenti di aziende private e organizzazioni pubbliche occupabili in modalità̀ agile:

  • addetti alla segreteria e agli affari generali (1,2 mln di lavoratori);
  • tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive (515 mila);
  • specialisti delle scienze gestionali e commerciali (399 mila).

Una nuova era è iniziata, ed affidarsi al partner giusto per essere supportati diventa un requisito imprescindibile e fondamentale.

Quanto è stato interessante?
No votes yet.
Please wait...

Nuovi preordini! PS5

I più letti della settimana


Dalla stessa categoria: