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Malato di like e notifiche? Ecco i 5 segnali della dipendenza da Facebook e le 5 vie d’uscita

Hai una dipendenza da Facebook? Spesso non ne siamo coscienti, quindi il primo passo è individuare gli "inneschi psicologici" che hanno causato l'assunzione di una o più abitudini malsane. Ecco 5 triggers molto comuni e 5 modi per disintossicarsi da Facebook.

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“Ciao. Mi chiamo [nome] e ho una dipendenza chiamata Facebook.” Ora inserisci il nome tuo o di un tuo amico/a e scrivi questa frase su un foglio, da qualunque altra parte o inviala a chi dovrebbe ammetterlo. Bene, il primo passo è compiuto. Ora vorrei aiutarti a capire perché si potrebbe essere davvero dipendenti da Facebook.

In questa guida ti mostrerò alcuni metodi molto semplici che puoi mettere in pratica fin da subito per rompere alcune abitudini sbagliate e diventare più produttivo nello studio o nel lavoro. Se cerchi altre guide, consulta la sezione del sito dedicata a Facebook.

dipendente da facebook

Il primo passo per eliminare qualsiasi cattiva routine (in generale) è comprendere quali sono i fattori scatenanti.

Di seguito eccone cinque che conosco molto bene.

 

1) Scrollare la News Feed di Facebook è un sintomo di procrastinazione (lo sospettavi, eh?)

Facebook cerca di massimizzare la tua tendenza a procrastinare incorporando un feed di notizie che carica all’infinito. Non importa quanto lontano nel tempo puoi arrivare, ci saranno sempre più meme e aggiornamenti di stato che ti distrarranno da ciò che dovresti fare. Pertanto, potrebbe essere utile cambiare la tua percezione di Facebook.

Invece di interpretarlo come una piazza social o per ammazzare il tempo, considera Facebook come il nemico della tua produttività e dei tuoi obiettivi da raggiungere. Da questo punto di vista sembra abbastanza un diavolo tentatore, no?

 

2) L’eccessiva condivisione su Facebook può essere sintomo di solitudine o indecisione

Facebook assomiglia a un noioso show televisivo trasmesso in qualunque ora del giorno e della notte. Devi davvero comunicare a chiunque che cosa hai mangiato a pranzo? O quanto hai speso per avere finalmente gli ultimi accessori alla moda? Ne dubito. Non credo che condividi certi dettagli così banali per aggiungere valore alla vita delle persone. Lo stai facendo, probabilmente, perché ti senti solo/a e in cerca di approvazione.

come eliminare abitudine facebook

La ricerca di opinioni da parte dei tuoi amici potrebbe essere un segno di indecisione o di bassa autostima. Se dovessi ricevere un cattivo suggerimento, allora potrai facilmente incolpare qualcun altro, proteggendo così il tuo ego.

 

3) Stalkerare su Facebook è sintomo di un affetto malsano o di un confronto malato

Facebook ci aiuta tantissimo a comportarci da stalker. Esistono due modalità principali e nessuna delle due è piacevole.

Stai facendo lo/a stalker sul profilo del/lla tuo/a ex? Probabilmente stai vivendo ancora nel passato. Cerca l’aiuto di un professionista se hai serie difficoltà a lasciarti andare.

Se stai visualizzando un po’ troppo spesso il profilo di una persona per la quale hai una bella cotta, allora ti consiglio di darti, invece, una mossa. Invia un messaggio gentile ed educato per iniziare una conversazione. Se va a buon fine, cerca di ottenere un appuntamento.

Stalkerare su Facebook potrebbe anche essere una forma di auto-commiserazione. Già risulta difficile a molti resistere all’istinto che ci porta a confrontarci con le altre persone. Sui social questo diventa ancora più facile e Facebook non ci rende difficile il compito.

 

4) Il controllo compulsivo delle notifiche di Facebook è sintomo di impazienza o di ricerca di approvazione

Facebook sfrutta il tuo desiderio di immediata gratificazione. Il tuo cervello riceve una dose improvvisa di dopamina ogni volta che vedi il pallino rosso di una notifica. La dopamina è una sostanza chimica presente nel cervello che ti fa provare piacere da cose come il cibo, l’amore, l’attività fisica e altre meno sane. Il piacere che provi sembra attraente ed innocuo in teoria, ma la dopamina è responsabile dei comportamenti auto-distruttivi.

facebook distrazione

Pertanto diventare schiavo delle notifiche di Facebook può distruggere rapidamente il tuo autocontrollo. Se questa non fosse una cosa già abbastanza grave, entra in gioco anche il desiderio umano di piacere ed essere accettati.

Ogni volta, infatti, che si ottiene un “Mi piace“, il cervello lo interpreta come un segno di amore ed enorme interesse da parte di qualcuno. E se non ti impegni ad ottenere più like possibili e mantenere alto lo standard, entrerai in crisi. Proprio come un tossicodipendente in cerca di un’altra dose.

A tal proposito ti consiglio di dare uno sguardo a una recente guida in cui spiego come evitare che i video su Facebook partano automaticamente. Questa funzione ha lo scopo preciso di catturare la tua attenzione e tenerti incollato altro tempo al computer o al cellulare.

 

5) L’aggiornamento ossessivo della Home di Facebook è sintomo del FOMO: la paura di non “vivere al meglio”

Facebook riesce a far calare drasticamente la tua concentrazione facendoti interessare in maniera eccessiva alla vita delle altre persone.

Sono certo che ogni cinque minuti aggiorni la Home. E di sicuro avrai notato che tutti (a parte te) si stanno divertendo alla grande. Un amico posta le foto della sua vacanza mentre tu sei invitato ad un evento al quale sai già di non poter partecipare. Il tutto mentre ti appaiono decine di foto di cene e serate con i commenti dei tuoi amici su quanto si siano divertiti “quella sera”. La stessa in cui eri a casa, incollato allo schermo.

Questo tipo di comportamento è chiamato F.O.M.O (Fear Of Missing Out) e ti invito a leggere questo articolo in cui si approfondisce l’argomento.

 

sei pronto per disintossicarti da Facebook? bene. ora segui questi 5 passaggi:

 

1) Ammetti di avere una dipendenza

Non si può risolvere un problema se si nega che esista. L’importante è non abbatterti, ma provare ad essere onesto con se stesso tanto da ammettere una dipendenza da Facebook. Non c’è alcun motivo per vergognarsi. Casomai parlane con un amico fidato che potrebbe aiutarti ad essere più responsabile, soprattutto se condivide il tuo stesso obbiettivo.

 

 

2) Prendi consapevolezza degli inneschi che provocano certe abitudini negative

Non è detto che ogni trigger psicologico di cui ti ho parlato fino ad ora ti riguardi direttamente. Concentrati su quelli in cui riconosci un tuo comportamento. Se non sei sicuro, ecco un esercizio di riflessione che ti potrebbe tornare utile.

Rivelerà il motivo per cui stai avendo così difficoltà ad interrompere certe abitudini. Ti consiglio di annotare queste domande su un diario così da avere una migliore visione d’insieme:

  • Cosa ho fatto? (scroll della home, eccessiva condivisione, stalkeraggio, controllo maniacale delle notifiche o aggiornamento ossessivo del News Feed)
  • Quando l’ho fatto? (in un momento di pausa sul lavoro, appena sveglio, subito prima di andare a dormire, durante un appuntamento, ecc.)
  • Cosa è successo prima? (scrivi se si è verificato un evento stressante o che ti ha colpito in maniera significativa)
  • Come mi ha fatto sentire? (usa un aggettivo per descrivere il tuo stato d’animo prima e dopo)

 

3) Identifica la tua abitudine esattamente per ciò che è

Potrai interrompere il controllo che Facebook ha su di te finché riuscirai ad essere coerente. Ogni volta che senti l’impulso di aggiornare il tuo stato o di controllare il tuo feed, cerca di riconoscere quell’impulso per ciò che è (un comportamento abituale – NON una decisione consapevole).

Questo tipo di ragionamento/attività è particolarmente utile quando completi il ​​passo #2, perché sarai in grado di realizzare una nota mentale dell’innesco specifico che è entrato in gioco.

 

4) Sii compassionevole con te stesso durante questo processo. Non importa quanto potresti sentirti frustrato

Facebook riesce a farti perdere intere ore di tempo prezioso, ma questo non significa che ti devi criticare ogni volta che lo utilizzi. Secondo gli psicologi il procrastinare è un fatto genetico.

Come riporta un articolo dell’Huffington Post: “Abbiamo fame di dopamina, l’elemento chimico del buonumore, lo stesso di cui ci cibiamo quando guardiamo un video divertente. Sarebbe questo uno dei motivi scientifici nascosti dietro al nostro procrastinare.

Più ci rimugini su in maniera negativa e più, ironicamente, cadrai nella tentazione di procrastinare. L’autocommiserazione può solo portare a fallimento. Potresti anche decidere che è tutto inutile, perché sei “troppo pigro”. Se vuoi davvero disintossicarti da certe abitudini, allora devi essere compassionevole. Affronta il problema, decidi di  superarlo e ne uscirai rinforzato e addirittura trasformato positivamente.

 

5) Sostituisci un’abitudine sbagliata con un’alternativa sana che puoi monitorare o misurare

È molto più facile eliminare una cattiva abitudine quando decidi di sostituirla con una buona. Ad esempio potresti scegliere di leggere un nuovo capitolo di un libro ogni volta che hai la tentazione di controllare la Home di Facebook. Il risultato potrebbe essere sorprendente!

Anche perchè sappiamo bene che “Controllo 2 minuti Facebook” si trasformerà quasi sempre in “Ah, sono passate davvero 2 ore??“. Avere una metrica specifica da seguire è importante. Il tuo tempo è PREZIOSO e sarebbe meglio spenderlo per qualcosa di produttivo o davvero rilassante.

Se vuoi prenderti un “periodo di pausa” dal Facebook, ecco come puoi eliminare il tuo account.

 

ora Questo ti suonerà ridicolo dato il tema affrontato, ma …

Perchè non condividi l’articolo con i tuoi amici su Facebook? Ovviamente non è mia intenzione demonizzare completamente Facebook. E’ uno strumento incredibile per restare in contatto con le persone che ci interessano e che stimiamo.

disintossicarsi da facebook

Personalmente lo utilizzo ogni giorno sia come momento di svago (credimi, ci riesco senza esagerare!) sia per approfondire diversi argomenti da fonti autorevoli. Nonostante ciò, migliaia di persone soffrono, senza rendersene conto, di un vero e proprio disturbo. Forse questi 5 spunti possono essere d’aiuto.

 

Di Giorgio Perillo

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Giorgio Perillo

Giornalista pubblicista. Laurea in Giurisprudenza e Master in Comunicazione e Lobbying nelle Relazioni Internazionali. WordPress Specialist e SEO Junior. CEO di MenteInformatica.it

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