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Cartucce ricaricabili per stampa: tutto quel che c’è da sapere

Tutti noi ci siamo ritrovati, almeno una volta nella vita, a dover fare i conti con una stampante, come si dice in gergo popolare, a secco: la fastidiosa sensazione di ritrovarsi un foglio appena stampato tutto sbiadito non è certamente una delle più invidiabili, anzi. Ma il nervosismo si accresce ancora di più non appena magari scopriamo di dover sostituire la cartuccia il prima possibile, il che si tratta di un’operazione non particolarmente veloce e/o facile, e soprattutto non il massimo per quanto riguarda la pulizia delle mani.

Il peggio che ci potrebbe capitare, pensiamo noi, sarebbe di non trovare una cartuccia nuova di zecca a portata di mano: e invece, per qualche sfortunata coincidenza, scopriamo di non averne nessuna nelle immediate vicinanze, e/o di doverci recare presso il negozio di elettronica più vicino per rifornire la nostra scorta personale o dell’ufficio di cartucce usa e getta.

Ma è arrivato il momento di superare questa così scomoda e dannosa abitudine di utilizzare, in contesti che variano dal domestico al lavorativo, dallo scolastico eccetera, cartucce per stampante, e non solo, usa e getta.

Come giustamente affermato e diffuso da molti esperti, e non solo – basti pensare ad ambientalisti, economisti, e chi più ne ha più ne metta – il concetto di usa e getta non è più da tempo sostenibile né per il nostro pianeta né per le nostre tasche.

Spesso, infatti, non consideriamo l’impatto che il consumo di massa di prodotti confezionati non riciclabili possa avere sulle vite di ognuno di noi. Qui, e in particolare nel caso delle stampanti di uso comune, che sia esso privato o industriale o massivo, ci vengono incontro quelle che sono conosciute con il nome di cartucce ricaricabili ad inchiostro: si tratta niente di meno che di cartucce per stampanti costituite non più da tradizionali strutture usa e getta, piene d’inchiostro, bensì da una struttura leggermente più solida e durevole nel tempo, che presenta, in cima alla sua superficie più esposta verso l’esterno della posizione in cui si trova nella stampante, un piccolo foro o fessura in grado di essere aperto e chiuso.

cartucce ricaricabili

Questo piccolo foro ha la funzione di ingresso per la bottiglietta o piccolo flacone che utilizziamo per riempire nuovamente la cartuccia di inchiostro: la grande novità di questo sistema, infatti, sta nel fatto che, dopo che una cartuccia viene espulsa per essere rimossa dalla stampante, è possibile riempirla nuovamente di inchiostro fino alla sua totalità, in modo da essere riconosciuta come di nuovo piena dal chip interno della stampante, in modo da poter così essere riutilizzata per un numero altissimo di volte.

Per questo motivo, le cartucce ricaricabili non sono, come è ovvio, distribuite direttamente dalle grandi case produttrici delle stampanti, quali Epson, Canon, eccetera: il notevole risparmio che questo sistema, per così dire, unofficial, rappresenta per il consumatore, è di per sé anche un risparmio a livello di smaltimento dei rifiuti e del packaging.

Detto ciò, il consumatore che decide di avvalersi di questo tipo di cartucce per la sua stampante, è consapevole che la copertura di eventuali danni, seppur ad oggi molto rari, legati ad un uso scorretto di cartucce ricaricabili non è garantita, se la casa produttrice lo decide, poiché esse rientrano negli accessori esterni di cui essa non è responsabile.

Il cliente consapevole e responsabile non avrà quasi sicuramente problemi a fare un uso corretto di strumenti assolutamente di per sé innocui e altamente produttivi.

Per chi dovesse essere interessato a trovare un sito web affidabile per acquistare cartucce ricaricabili, o la cui curiosità fosse stata suscitata da questo articolo, diversi tipi di cartucce sono disponibili sul sito stampacontinua.it, dove sono disponibili moltissimi articoli di questo e d’altro genere.

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Giorgio Perillo - Giornalista & Digital Marketer

Giornalista pubblicista. Laurea in Giurisprudenza e Master in Comunicazione e Lobbying nelle Relazioni Internazionali. WordPress Specialist e SEO Junior. CEO di MenteInformatica.it
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